6. Dalla Bellezza alla Perfezione: l'arte greca

Pubblicato il 20 luglio 2024 alle ore 17:31

Dal 500 circa al 323 a.C., dallo scontro con la potenza persiana alla morte di Alessandro Magno, il popolo greco raggiunse l'apice della sua civiltà. Nella seconda metà del V secolo a.C. si parla di  “età periclea” perché in quel periodo Pericle era il politico più influente di Atene e a sua volta Atene era la pòleis più potente di tutte. 

Le pòleis erano effettivamente città-stato, autonome l’una dall’altra e governate ciascuna dai propri cittadini. 

Il successo storico-politico di Pericle era il risultato di tre elementi fondamentali che pur nella loro individuale forza riuscivano a fondersi l'uno con l'altro, rendendo estremamente solida la potenza ateniese: l’imperialismo, la democrazia radicale e lo sviluppo culturale.

Prendendo questa breve introduzione come contestualizzazione storica, trascurando per minore competenza gli aspetti politici, voglio soffermarmi sullo sviluppo culturale che caratterizzò questo periodo e del massimo splendore che raggiunse Atene in tutta la sua storia. La città infatti divenne capitale della filosofia, del teatro, dell’architettura, della poesia, della scultura.

Il Bello è Bello

Dieci secoli circa, dal primo millennio alla metà del I secolo a.C., costituiscono l'amplissimo arco di tempo riferibile alla produzione architettonica greca. In particolare la fase centrale dal VI sec. alla metà del IV sec. a.C. detta classica, ha prodotto capolavori di altissimo livello, considerati in seguito come modelli ideali di perfezione.

Platone sosteneva che il bello è bello quando partecipa dell'idea di bellezza, considera la natura opera divina, esalta il valore della poesia quando è frutto di vera ispirazione interiore.

Gli architetti così definiscono i loro templi non secondo schemi rigidi prestabiliti, ma armoniosamente, lasciando intatta la bellezza della natura, della quale intuiscono la sacralità, facendo di quella suggestione un'architettura poetica.

Le pòleis sono avversarie sul piano politico ma non su quello religioso. Lo spazio del tempio infatti è luogo sacro, e in quanto tale gode di una mistica dimensione di extraterritorialità. Pertanto la cura architettonica dei templi diventa nel corso dei secoli motivo di ricerca e perfezione, manifestazione di una sublimazione interiore e di pace, caratterizzando uno stile al Bello che contagiò i diversi livelli della società.

La ricerca della Bellezza nell'architettura

Il processo evolutivo della perfezione geometrica in campo architettonico si può tradurre nella modifica (nel tempo) delle proporzioni in pianta e in elevato dei templi. A partire dal tempio di Era a Samo, l'Hecatompedo, inizialmente costituito da uno spazio rettangolare con sostegni centrali lungo l'asse longitudinale. 

In un secondo momento viene circondato da una fila di colonne che creano un passaggio graduale tra spazio esterno e interno.

In un terzo stadio si elimina la fila di sostegni interni, ottenendo la totale fruibilità dello spazio interno.

L'altare posizionato su un lato però ancora manifesta un principio di spazialità interna ancora da risolvere.

Un nuovo linguaggio

Dopo un lungo processo di ricerca frutto di profonde meditazioni ideali, estetiche, funzionali, basati sul sistema strutturale trilitico (due sostegni verticali che sorreggono un elemento orizzontale chiamato architrave), gli architetti definiscono i primi schemi tipologici di un nuovo linguaggio formale.

Il tempio presenta una cella (naos) contenente la statua della divinità, che costituisce il nucleo di tutto l'edificio.

A questa possono essere associati altri spazi  quali un portico nella parte anteriore (prònao), un locale per il tesoro, ancora un portico nella parte posteriore (opistòdomo).

Il tempio viene chiamato in antis quando presenta sul davanti un prolungamento dei muri laterali longitudinali della cella o doppiamente in antis quando questi prolungamenti si riscontrano anche nella parte posteriore. Prostilo quando presenta un portico anteriore, anfiprostilo quando ha anche il portico posteriore. Inoltre può essere circondato da una fila di colonne (perìptero) o da due file di colonne (dìptero) ovvero può presentare semicolonne addossate alle pareti alla cella (pseudoperìptero). Va infine ricordato che secondo il numero delle colonne sulla fronte di accesso il tempio rettangolare viene chiamato ad esempio tetrastilo, pentastilo, esastilo, eptastilo, octastilo e così via.

Il themenos è l'area esterna attigua in cui i fedeli si muovono e pregano seguendo i perimetri accidentati del terreno.

Caratteristiche della struttura

Prima di arrivare alla realizzazione in pietra, gli architetti avevano realizzato templi con i vari elementi componenti lignei. Le metope e i triglifi vennero ideati oltreché per qualificare e aumentare la magnificenza della struttura, probabilmente per coprire rispettivamente  gli spazi vuoti e le testate delle travi della struttura di copertura, proteggendole così dalle intemperie.

Il cantiere greco era organizzato in modo notevole e altrettanto studiati e curati erano gli strumenti di lavoro. I greci, non impiegando come legante la calce che uniforma le imperfezioni e le asperità, avevano una tecnica di esecuzione di perfezione assoluta. Il blocco di pietra doveva essere tagliato perfettamente sui piani di posa e inoltre non strisciato ma trasportato con apposite macchine . Per collegare le pietra si facevano colature di metallo fuso nelle incisioni realizzate tra pietra e pietra, creando così precisi elementi metallici di collegamento. Con questa tecnica venivano montati i rocchi sbozzati delle colonne che venivano poi fissate centralmente e completate con lo scalpello degli scultori una volta montate in verticale.

Il periodo aureo dell'architettura greca

I greci arrivarono a fissare gli ordini architettonici in schemi canonici caratteristici di alcune aree geografiche e di precisi fasi storiche dell'architettura classica.

L'ordine dorico legato particolarmente alle aree del Peloponneso e delle colonie greche in Italia si presenta in una forma strettamente essenziale, lontana dai riferimenti naturalistici, con elementi meno slanciati di quelli di altri ordini.

La colonna dorica non ha una sua base, ma poggia direttamente su una platea (stilobate) circondata da gradoni (crepidoma) in genere tre. Il fusto della colonna è rastremato, cioè va restringendosi verso l'alto. Ha un profilo non costituito da una linea retta ma da una linea leggermente curva (entasis) che elimina l'effetto di rigidità, dando quasi l'illusione di reagire al peso dell'architrave convogliato sul capitello.

Le colonne sono scanalate a spigolo vivo.

Elemento di passaggio tra gli elementi verticali e quelli orizzontali, nell'ordine dorico il capitello è costituito dall'echino e dall'abaco. nel periodo classico la forma dell'echino si avvicina molto ad un tronco di cono mentre è più schiacciato e sporgente nei templi arcaici. L'abaco, che sovrasta l'echino, ha la forma  di un parallelepipedo a base quadrata. L'architrave insieme al fregio, formato da triglifi e metope, e alla cornice costituisce la trabeazione.

L'ordine ionico è legato soprattutto all'Asia Minore, che fu la sua vera patria. Essendo connesso con un ambiente artistico sensibile ai valori decorativi, esso è caratterizzato da un capitello con volute, palme, ovuli, con le tipiche spirali. L'abaco risulta essere schiacciato e l'echino  è a pianta circolare intagliato ad ovuli racchiuso da una specie di cuscino che si arrotola in due volute. Il fusto della colonna ha scanalature che non si incontrano a spigolo vivo ma restano separate da strisce piane. La base ha due tori e una scozia interposta conferendo slancio alla colonna. Il plinto quadrato verrà aggiunto in un secondo momento.

L'ordine corinzio presenta maggiore snellezza con un rapporto di altezza con il diametro di base pari a 1/10 (1/4-1/6  nell'ordine dorico e 1/8 nello ionico). Il capitello è chiaramente ispirato a forme vegetali con manifattura di altissimo livello scultoreo.

Quest'ordine fu largamente adottato dai romani.

Il Partenone (447-432 a.C.)

Edificato sotto Pericle nel periodo aureo dell'architettura greca, il Partenone rappresenta il capolavoro assoluto della ricerca della Bellezza e della Perfezione. Fu costruito dagli architetti Ictino e Callicrate e Fidia ne fu il grande principale scultore.

Acropoli di Atene, ricostruzione assonometrica

Esso domina l'Acropoli, dedicato alla dea Athena, protettrice della città. L'Acropoli è collocata in una zona alta del territorio, costituita da diversi edifici a servizio della collettività e il Partenone rappresenta il punto focale di una società attiva, in pieno fermento che ha costituito in sé una solidità culturale unica nella storia. 

Si tratta di un tempio octastilo e periptero, circondato da magnifiche colonne di ordine dorico rastremate e alte quasi sei volte il diametro di base. I frontoni erano ornati dalle mirabili sculture di Fidia e della sua scuola relative alla nascita di Athena e  alla lotta di Athena con Poseidone. Lo spazio interno fu pensato formato da due ambienti non comunicanti: uno minore (Parthenon o stanza della vergine) a pianta quasi quadrata e uno maggiore (naos) a pianta rettangolare contenente la preziosa statua di Athena in oro e avorio creata da Fidia, preceduti rispettivamente da due portici, cioè dall'opistodomo e dal pronao.

Se la distribuzione in pianta, il prospetto, i decori non fossero sufficienti a spiegare la perfezione, il Partenone esprime il massimo della sua magnificenza nei dettagli geometrici che costituiscono la correzione ottica e prospettica per l'osservatore.

 

L'architettura greca infatti non è pensata come rigida composizione di linee verticali e orizzontali in quanto le linee sono invece sottilmente vibrate da lievi curvature. Esse infatti, consentono di correggere la percezione di chi osserva "compensando" le infinitesime aberrazioni dovute alla prospettiva che altererebbero la consistenza in termini di perfezione geometrica a seconda del punto di osservazione. Così, stilobate, architravi, cornici, anche se perfettamente orizzontali, sarebbero risultati come curvati, abbassati nella mezzeria e pertanto furono adottate lievi convessità per compensarne gli effetti.

Lo stilobate è leggermente convesso al centro con una freccia di 6 cm sul lato corto e di 11 sul lato lungo (questa maggiore "tensione" è riportata anche nella decorazione del frontone che risulta essere più cruenta raffigurante la lotta tra Poseidone e Athena); le colonne sono leggermente piegate verso l'interno costituite da rocchi diversi l'uno dall'altro per adattarsi alla curvatura dello stilobate.

Ictino decise di aumentare l'interasse al centro facendo in modo che le colonne d'angolo risultassero più vicine, enfatizzando la sensazione di robustezza.

La Perfezione: la proporzione aurea

La proporzione aurea è una particolare relazione tra forme e numeri che rende una forma geometrica perfetta.

Il concetto di perfezione quindi non nasce da una considerazione di tipo soggettivo, legata quindi al gusto personale o a scelte individuate su valutazioni arbitrarie.

La perfezione ha una radice matematica, geometrica, dimostrabile, calcolabile, e che è riscontrabile dall'osservazione della natura e dei suoi fenomeni.

La proporzione aurea è il rapporto tra due grandezze che fanno parte della stessa geometria e che definiscono la loro relazione reciproca secondo un valore invariabile φ=1,61803

Questo rapporto genera molto più semplicemente una figura geometrica: il rettangolo aureo dove un lato misura 1 e l'altro 1,61803.

Ribaltando in maniera infinita il lato più piccolo al suo interno sarà possibile suddividere il rettangolo aureo in infiniti rettangoli aurei sempre più piccoli che rispetteranno le medesime proporzioni.

E' in questo modo che è facile leggere la famosa spirale realizzata sui rettangoli aurei e che rappresentano espressione diretta della perfezione in natura.

La perfezione del Partenone, che già risulta essere modello di perfezione per le numerose caratteristiche geometriche, stilistiche, ottiche. costruttive, ecc. in precedenza elencate, è portata alla massima espressione della bellezza anche per il rispetto della proporzione aurea che è evidentemente elemento primario della sua estetica.

Il prospetto, la pianta, la suddivisione degli ordini, degli ambienti, tutti rispettano la proporzione aurea e a loro volta definiscono altre sezioni auree facilmente evidenziabili.


Ed eccomi giunta alle considerazioni finali a termine i questo lungo ed impegnativo capito del mio blog.

Come già detto, questi piccoli percorsi hanno lo scopo di lasciare tracce di un pensiero, di alcuni studi, di alcune analisi di progettazione che possono e devono definire dei riferimenti nella memoria, perché per fare sempre meglio è necessario studiare. Sempre.

La Bellezza è gusto, è ricerca. La Bellezza è geometria, è proporzioni. La Bellezza è matematica. La Bellezza è oggettiva. 

La Bellezza è Perfezione.


Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.