4. Progettazione della natura (ep.1): le origini

Pubblicato il 6 luglio 2024 alle ore 08:09

Inizia oggi un lungo viaggio nel mondo della progettazione della natura.

Scopriremo il percorso che l'uomo ha tracciato nella storia della nostra casa comune, trovando spunto per alcune considerazioni che ci porteranno a valutare i "passaggi storici" come causa ed effetto di una ricerca che non avrà mai fine.

Perché l'uomo è un essere in ricerca.

 

L'architettura del paesaggio è l'arte di condizionare l'assetto naturale, rimodellare i luoghi per renderli fruibili ed esteticamente godibili. In senso più ampio ci riferiamo a tutte le attività attraverso le quali l'ambiente, modificato dall'uomo, si fa paesaggio.

"E' opera nostra lo sfruttamento dei monti e delle pianure, i fiumi ed i laghi sono in nostro potere, siamo noi che seminiamo i cereali, che piantiamo gli alberi, che fecondiamo i terreni con opere di canalizzazione e di irrigazione, che arrestiamo, che incanaliamo, che deviamo il corso dei fiumi, che ci sforziamo, in ultima analisi, di costruire in seno alla natura una specie di seconda natura." (Marco Tullio Cicerone, De natura deorum, 45 a.C.)

Le origini

Popolazioni antiche, in tempi remoti, diedero avvio all'architettura del paesaggio quando, ravvisando nello spazio naturale la presenza di forme sacrali, individuarono alcuni siti come luoghi di culto e ne segnalarono la dignità affinché potesse essere trasmessa agli uomini. Si trattava di montagne, caverne, sorgenti, alle quali le comunità preistoriche assegnarono una forza spirituale.

Lo fecero, a volte, con un'incisività capace di attraversare il tempo.

Il paesaggio vergine divenne materia da cui percepire tensione spirituale e sul quale  inscrivere la testimonianza della ricerca di un ordine superiore nel tentativo di connettere l'umano ad un ordine superiore, il limite all'infinito. 

Le caverne ad esempio furono tra i primi elementi naturali ad esprimere questo concetto: esse suggeriscono un'esplicita analogia  con il grembo materno da cui la vita emerge. E' da caverne e crepacci che l'uomo primitivo osservava sgorgare acque che fecondano la terra.

Dalla contemplazione alla composizione

E' a partire dal paleolitico superiore che si rilevano raffigurazioni murario all'interno delle caverne. Si tratta di immagini impresse con carbone e colori vegetali con probabili raffigurazioni propiziatorie realizzate da tribù di cacciatori per favorire l'abbondanza della cacciagione, oppure immagini didattiche per i giovani, che indicavano l'aspetto degli animali da cacciare.

E' probabile che nelle caverne si tenessero cerimonie, consultazione degli oracoli. Le caverne furono forse usate come camere acustiche per i canti e i suoni rituali.

Lascaux- Francia, 17000-15000 anni fa

In seguito al progressivo riconoscimento di un territorio come specifica sede di vita, l'uomo avvia le prime attività agricole, le quali, regolate come sono dal sole, dalla luna, dalle stagioni e dai capricci atmosferici, implicavano conoscenze climatiche e astronomiche.

Si pensa infatti che con i primi elementi lapidei  trasportati dalle cave e posizionati abilmente in luoghi più distanti, rappresentassero il primissimo tentativo di circoscrivere un luogo (sacro) in cui i sacerdoti e gli astronomi del tempo potessero prevedere i momenti più propizi per piantare e raccogliere, prevedere fenomeni celesti come le eclissi.

Pur non essendoci alcuna certezza in merito, è il caso dei famosi megaliti, in greco "grandi pietre", le rocce oblunghe che diedero luogo a diverse tipologie compositive. 

Prendono il nome di menhir quando sono alzate in verticale (singolarmente o secondo allineamenti che accompagnavano un percorso), più o meno paralleli. Quando delimitano un'area circolare o quadrangolare, circoscrivendo , forse, spazi sacri, prendono il nome di cromlech. Prendono il nome di dolmen quando la composizione diventa trilitica con un megalite utilizzato come architrave. L'accostamento di queste composizioni trilitiche consentiva la realizzazione di camere che potevano essere ricoperte di terra dando luogo a grandi tumuli che potevano servire come sepolcri.

Carnac - Francia, 5000-2000 a.C.

Stonehenge

piana di Salisbury, Inghilterra, 2750-1500 a.C.

"Stridono le autoCome bisonti infuriatiLe strade sono praterieAccanto a grattacieli assolati

Come possiamoTenere nascostaLa nostra intesaEd è in certi sguardiChe s'intravede l'infinito..."


Nel prossimo episodio scopriremo che la medesima volontà di trovare un rapporto con l'ordine cosmico attraverso la sovrapposizione di segni e simboli nei luoghi della natura, rappresenta una ricerca comune a tutti i popoli.


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