Progettazione della natura (ep.9): i giardini di Versailles
Pubblicato il 24 marzo 2025 alle ore 11:36

Dalla finestra centrale della Sala degli Specchi si dispiega l'ampia prospettiva che conduce lo sguardo dal Parterre d'Eau verso l'orizzonte. André Le Nôtre si divertì a sviluppare e ampliare questo originale asse est-ovest, precedente al regno di Luigi XIV, ampliando il viale reale e scavando il Canal Grande.
Il giardino barocco
I giardini di Versailles sono una vera e propria esibizione di grandiosità e raffinatezza, dove ogni elemento paesaggistico è stato pensato per incantare e stupire. Come abbiamo già anticipato nel precedente episodio, Luigi XIV intendeva ricreare in forma di architettura e territorio, la forza e la magnificenza del suo potere. Il palazzo e i giardini furono un'opera maestosa in termini di dimensioni e di pregio artistico e restano ancora oggi un patrimonio culturale e paesaggistico unico nel tempo.
Caratteristica dei giardini è la prospettiva e la simmetria: l'architettura verde si apre dal palazzo al il verde portando lo sguardo dalle finestre all'infinito.
I parterre

Le Parterre di Latona
I parterre d'acqua furono una strabiliante trovata di André Le Notre: proprio al di sotto del prospetto ovest del palazzo, Le Notre decise di collocare due grandi vasche d'acqua di forma rettangolare che riflettono la luce e illuminano la facciata della Sala degli Specchi, la più celebre galleria della Reggia di Versailles. Per Le Notre la luce è un elemento di arredo, così come il verde; nelle sue composizioni si bilanciano nettamente masse di ombra e luce.
Il Parterre di Latona fu progettato da André Le Notre a metà degli anni ’60 del Seicento, durante la prima fase dei lavori di abbellimento ordinati da Luigi XIV ed è situato nel cuore dei Giardini di Versailles, esteso per quasi 3,5 ettari.
A nord si accede al parterre (du Nord) tramite un gradino incorniciato da due statue in bronzo: il parterre è diviso in due grandi parti, ciascuna incentrata su una vasca circolare. Termina ancora più a nord con il bacino di Nettuno.
Il Parterre du Midi, o Giardino dei Fiori, conduce lo sguardo a sud, verso una balaustra che rivela, una volta raggiunta, il sottostante parterre dell'Orangerie.

Le Parterre du Nord

Le Parterre du Midi
L'Orangerie
Collocata sotto il Parterre du Midi, il Palazzo di Versailles possiede un'orangerie dal 1663, realizzata da Louis Le Vau. Esposta a sud e protetta dal freddo dei venti dominanti grazie al riparo della facciata del castello, l'Orangerie ospita aranci del Portogallo, della Spagna o dell'Italia, limoni, oleandri, palme e persino melograni, alcuni dei quali hanno più di 200 anni!
I Boschetti
L'architetto André Le Notre aveva fatto costruire 14 boschetti, luoghi di intrattenimento creati nel verde, con fontane, vasi e statue che adornassero questi spazi, realizzati per ospitare gli intrattenimenti di corte e le passeggiate del re. Distribuiti in diversi punti, i boschetti rappresentano un'ulteriore raffinatezza attestando ancora una volta quella espressione di lusso e di potenza che il re offriva ai suoi ospiti (e anche a se stesso).


Alcuni boschetti erano costituiti da strutture come colonnati o anfiteatri naturali, abbelliti da sculture e giochi d'acqua che stupissero chiunque si fermasse a gustarne lo splendore. I sistemi idraulici di grande rilievo ingegneristico confermarono il livello di perfezione degli studi progettuali e della tecnica applicata.
Le sculture
In bronzo, marmo o piombo, le 824 sculture che adornano i giardini fanno di Versailles il più grande museo di sculture all'aperto del mondo



Les Allées
I viali verdi dei giardini di Versailles sono vere e proprie distese verdi che si sviluppano in tutte le direzioni, aprendo la prospettiva verso l'infinito. E' questa la caratteristica del giardino alla francese: un effetto ottico che apre la visuale con una geometria simmetrica.

Come abbiamo visto, André Le Notre organizzò i giardini di Versailles attorno a due assi, nord-sud ed est-ovest. Il primo parte dal bacino di Nettuno, sale attraverso l'Allée d'Eau e prosegue fino all'Orangerie e alla Swiss Water Room. La seconda, denominata Grande Prospettiva, attraversa i giardini come un asse di simmetria, oltre il bacino di Latona, segue il viale reale fino al Canal Grande.

Prospettive spinte al limite della visuale, architettura, arte scultorea, geometria e ingegneria si fusero in un unico spazio verde che definirono un modello di giardino che conquistò la cultura europea. Un esempio di particolare rilievo fu la realizzazione della Reggia di Caserta progettata da Luigi Vanvitelli. Alla fine del Settecento, il modello alla francese fu esportato anche negli Stati Uniti, quando si rese necessaria la redazione di un piano urbanistico per la città di Washington.
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