Progettazione della natura (ep.8): i giardini del '600, Versailles
Pubblicato il 15 marzo 2025 alle ore 20:45

Pianta Generale della città e del castello di Versaillles, Jean Le Pautre - incisione del 1710
Nel XVII secolo in Europa si diffuse un fenomeno architettonico che voleva rappresentare la magnificenza e la grandezza artistica e culturale del tempo. L'esuberanza delle realizzazioni diventava così un segnale di potere, di forza, di eleganza, definendo una ricerca sfrenata dell'eccesso. I palazzi, i castelli, i giardini, raggiunsero dimensioni e complessità mai visti prima, trasformando l'ambiente in parchi attrezzati, creazioni di colline, bacini e corsi d'acqua.
Luigi XIV e il modello del XVII secolo

Disegno della Reggia di Versailles così com’era quando fu costruita nel XVII secolo (Pierre Patel, 1668)
La creazione del parco di Versailles fu parte di un ridisegno territoriale a scala regionale che coinvolse un'area di circa 15000 ettari. Su iniziativa di Luigi XIV, Versailles divenne il nuovo modello di giardino, promuovendo contestualmente il recupero e la valorizzazione dei territori forestali fortemente depauperati dal futile sfruttamento del potere. Nel 1669, fu emessa un'ordinanza sulla tutela e l'utilizzo di "Acque e Foreste" che metteva basi essenziali di diritto forestale: furono stabilite le zonizzazioni, la catalogazione della vegetazione, le caratteristiche dei legni ottenuti dagli alberi e furono nominati dei commissari per la gestione dei delitti commessi.
L'approccio di Luigi XIV fu supportato da progettisti di grande capacità visionaria (i giardini di Vaux-le-Vicomte, le composizioni architettoniche di André Le Notre, artefice della forma compositiva "alla francese") e l'audacia e l'efficacia di questo nuovo modello divennero presto la caratteristica essenziale di ville e giardini del '600 europeo.
Versailles, un gesto politico

Luigi XIV non amava Parigi e decise di realizzare a Versailles una dimora reale. Collocata in una zona periferica, a sud ovest dalla capitale, il sovrano decise di trasformare una modesta proprietà (ereditata in precedenza) da casino di caccia a monumento reale, un'opera che dimostrasse la magnificenza e la grandezza della monarchia francese. Un gesto politico fortemente simbolico che mostrò capacità di innovazione e trasformazione del territorio. Con Versailles, Luigi XIV (il re sole) realizzò la nuova immagine del regno più luminoso della storia francese.

Pianta del giardino
André Le Notre fu l'ideatore della composizione d'insieme: egli diede un nuova conformazione al territorio sfruttando il naturale declivio già presente regolarizzandolo con una successione di terrazzamenti e piani a lieve pendenza perimetrati da grandi spazi boschivi.
Il progetto di trasformazione territoriale abbracciava la cittadina di Versailles, il palazzo e il parco, impostati tutti su un'unica spina dorsale, un lungo asse centrale lungo circa 12 km.
Le Notre aveva orientato gli assi del giardino secondo i quattro punti cardinali, rivolgendo la prospettiva principale del palazzo verso ovest, in modo da godere il sole al tramonto.
Il castello
Affidato al progetto di Le Brun che ristrutturò il casino di caccia realizzando importanti ampliamenti, il castello divenne un palazzo, situato in posizione lievemente elevata, monumento che domina l'intera composizione architettonica del territorio, traducendo in geometria la forza e il controllo di tutto il regno francese, di tutta l'Europa, di tutto il pianeta...

Il castello conta oggi 2.300 stanze, distribuite su 63.154 mq. Versailles è una storia affascinante, ancora oggi ricchissima di quella forza regale voluta fortemente da Luigi XIV.
Continua...
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