Progettazione della natura (ep.7): i giardini del '500
Pubblicato il 18 gennaio 2025 alle ore 20:12

Cortile della Pigna - Esedra, Terrazza superiore del Cortile del Belvedere
Nella prima metà del '500 l'architettura assunse il metodo geometrico e progettuale delle espressioni artistiche antiche. Fu questo il desiderio di scultori e progettisti che portò alla realizzazione di composizioni architettoniche armoniche, ben proporzionate con grandi simmetrie e cura del dettaglio.
Dai palazzi nobiliari, le grandi famiglie commissionano ville e giardini che, per magnificenza e innovazione, potessero ben rappresentarne il nome e il prestigio.
Il gusto del Classico...


Una tra le prime realizzazioni fu quella commissionato da papa Innocenzo VIII che fece costruire la Villa del Belvedere sul colle Vaticano e qualche anno dopo il suo completamento, nel 1504, papa Giulio II commissionò a Donato Bramante un progetto che unisse i due edifici situati a quote diverse del colle: la Villa del Belvedere e i Palazzi Vaticani.
Il Cortile del Belvedere fu ispirato agli antichi complessi di epoca imperiale con terrazzate, come il Tempio della Fortuna a Palestrina, vicino Roma.
Intersecando la pendenza del colle, Bramante realizzò un lungo cortile rettangolare. La corte fu terrazzata su tre livelli e, in corrispondenza di ciascuna di esse, l'altezza dei corpi di fabbrica prospicenti diminuiva progressivamente. Il livello inferiore era destinato a cerimonie e spazio teatrale, mentre le due quote superiori erano giardini regolari con verde delineato da siepi e fontane. Il giardino più elevato fu chiuso con una parete che aveva al centro un'esedra semicircolare, perfettamente in asse con lo sviluppo del giardino.
Il gusto dello scherzo...

Villa d'Este - TIvoli
L'esaltazione della geometria e della simmetria furono la matrice che portò all'estremo la realizzazione di giardini verdi "intagliati" e "intarsiati" nell'acqua. Lo spazio verde, nella seconda metà del '500, diventa luogo di gioco, di scherzo. I percorsi dei giardini vengono impreziositi da rami intrecciati fatti crescere a arco, le piante rampicanti diventano decorazione per pergolati in legno.
Componenti essenziali sono gli "scherzi": repentini spruzzi d'acqua provenienti da impianti nascosti venivano azionati dal proprietario o dal fontaniere che coglieva di sorpresa i visitatori. Ancora più sorprendenti erano gli automi: si trattava di statuette raffiguranti animali o esseri mitologici o infernali, o musici, che prendevano "vita" grazie a mantici idraulici.
Il gusto del mistero...

In provincia di Viterbo si trova il Sacro Bosco di Bomarzo, meglio conosciuto come Parco dei Mostri. Fu realizzato dall'architetto Pirro Ligorio su commissione del Principe Pier Francesco Orsini, iniziato nel 1552.
Il Parco non è parte del complesso di una villa, si estende su una superficie di circa 3 ettari, in una foresta di conifere e latifoglie, dominato a qualche distanza dal palazzo fortificato della famiglia. Al suo interno trovano posto un gran numero di sculture scolpite nella roccia viva, di varia grandezza, ritraenti personaggi e animali mitologici, edifici che riprendono il mondo classico ignorando volutamente le regole prospettiche o estetiche, allo scopo di confondere il visitatore.


Le attrazioni sono cariche di simbolismi, con continui riferimenti e rimandi alla mitologia ed al mondo del fantastico. Qui il visitatore viene condotto attraverso un percorso fatto di grandi statue, edifici surreali, iscrizioni ed indovinelli che lo sorprendono e lo disorientano continuamente.
Non a caso il parco è chiamato anche Sacro Bosco (o Bosco Iniziatico) ed è molto probabile che l'intenzione fosse proprio quella di creare una sorta di percorso iniziatico, dove riprendendo le parole del Principe stesso fosse possibile "sfogare il core", ma anche stupire gli occhi degli ospiti.
Un regno di sogno, in cui stimolare l'intelligenza e la cultura del visitatore, grazie ad un continuo gioco di richiami mitologici ed enigmi, tra statue di sirene, mostri marini, tartarughe giganti, satiri, sfingi, draghi, maschere, falsi sepolcri e giochi illusionistici.

"Voi che entrate qui,
considerate ciò che vedete e
poi ditemi se tante meraviglie
sono fatte per l'inganno o per l'arte"
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