Viaggio nella Pittura con Immagini Bibliche (ep.4): Caino uccide Abele

Pubblicato il 10 gennaio  2025 alle ore 20:39

Caino uccide Abele, 1542-1544, Tiziano

"1 Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo dal Signore». 2 Poi partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.
3 Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; 4 anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, 5 ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. 6 Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? 7 Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dòminalo». 8 Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. 9 Allora il Signore disse a Caino: «Dov'è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?». 10 Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! 11 Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello. 12 Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra». 13 Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono! 14 Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere». 15 Ma il Signore gli disse: «Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato. 16 Caino si allontanò dal Signore e abitò nel paese di Nod, ad oriente di Eden."

Genesi 1, 4-16

Olio su tela...

Un'opera cruenta sapientemente dettagliata dalla mano di Tiziano, porta con sé l'evidente influenza della tecnica espressiva di Michelangelo che aveva da poco conosciuto e che tanto ammirava. La tela è di grandi dimensioni (298x293cm), ed è conservato nella Basilica di Santa Maria della Salute a Venezia.


In primo piano, con la testa insanguinata, è raffigurato Abele che crolla al suolo dopo essere stato colpito; è accennato un debole tentativo di supplichevole difesa nel sollevare il braccio sinistro. In secondo piano è ripreso dal basso il volto di Caino che si appresta ad infliggere il colpo letale sulla testa del fratello. La geometria delle linee su cui è costruita la scena accende la tensione del movimento: la gamba destra di Caino è potentemente ancorata nella roccia e segue la stessa linea del torso di Abele. Per accentuare l'orrore di questo momento, Tiziano ha collocato il piede di Caino al centro delle diagonali che compongono la trama della composizione: la nube scura sullo sfondo in alto a sinistra è prolungata sulla gamba destra di Caino e la cresta della roccia è prolungata sulla sua gamba sinistra.

Luci ed ombre ricoprono ruolo essenziale nella drammaticità della scena: notte e giorno, bene e male. Anche sulle diagonali è possibile leggere questa compresenza delle due espressioni: il braccio supplichevole contrapposto al piede che respinge, la solidità della gamba destra di Caino ancorata nella roccia e la precarietà della gamba destra di Abele ormai prossimo alla morte che mostra il piede rivolto verso l'alto, in un ultimo tentativo (forse) di invocare l'aiuto divino.

...sangue sulla terra

Il dettaglio probabilmente più inquietante è la ferita sanguinante sul cranio di Abele. Il sangue è vivo, visibilmente in primo piano, porta in sé l'angoscia di un uomo agonizzante, probabilmente colpito diverse volte e che sa che sta per essere ucciso. 

Sulla destra, alle spalle di Caino, seppur non in primo piano, è rappresentato l'altare dei sacrifici, simbolicamente la causa della sua follia omicida. L'altare, la roccia, la gamba di Caino, rappresentano una rigidità geometrica ma anche concettuale: il lavoro, l'offerta del sacrificio, la regola, improvvisamente si scompongono e precipitano nella follia omicida che porta il tutto ad un vuoto surreale che si "incrocia" con l'ultimo sguardo di Abele verso l'altare. 

Mio fratello che guardi il mondoE il mondo non somiglia a teMio fratello che guardi il cieloE il cielo non ti guardaSe c'è una strada sotto il marePrima o poi ci troveràSe non c'è strada dentro il cuore degli altriPrima o poi si traccerà

Sono nato e ho lavorato in ogni paeseE ho difeso con fatica la mia dignitàSono nato e sono morto in ogni paeseE ho camminato in ogni strada del mondo che vedi


Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.