Progettazione dello spazio scenico (ep.6): dietro le quinte con lo scenografo Riccardo Sgaramella
Pubblicato il 21 dicembre 2024 alle ore 9:15

E' ancora impressa nella memoria dei più appassionati d'Opera il movimento della scenografia de La Forza del Destino di G. Verdi portata in scena lo scorso 7 dicembre al Teatro alla Scala di Milano. Un movimento continuo, fluido, che ha ben presentato l'inevitabile susseguirsi delle vicende nel tempo.
Ho pensato così di fare un viaggio dietro le quinte per scoprire il funzionamento di un meccanismo così affascinante.
Con grande entusiasmo ho avuto modo di scambiare alcune informazioni con il giovane scenografo Riccardo Sgaramella che proprio su quella struttura girevole ha progettato e realizzato la scenografia per Il Cappello di Paglia di Firenze, portato in scena nel settembre 2024.

Riccardo Sgaramella - Biografia
Laureato nel 2020 nel triennio di scenografia in NABA, prima di iniziare i suoi studi a Milano, a 15 anni realizza le prime scenografie nel mondo del musical nella sua città natale in Puglia. A Milano inizia in parallelo all’università a scoprire il mondo della lirica al Teatro alla Scala, dove lavora come assistente alla regia e nel 2024 firma le scene per “Il cappello di paglia di Firenze” con la regia di Mario Acampa. Nello stesso anno firma i costumi per la nuova produzione de “ La febbre del sabato sera” con la regia di Mauro Simone e produzione di Compagnia della Rancia e Stage Entertainment al Teatro Nazionale di Milano.

Il Cappello di Paglia di Firenze
Opera di Nino Rota, diretta da Donato Renzetti con regia di Mario Acampa, è stata scritta nel 1945 sul genere della farsa musicale in quattro atti su libretto di Ernesta e Nino Rota da Eugène Labiche e Marc Michel.
Una vicenda frizzante sullo stile della farsa teatrale, con musiche briose che accompagnano l'irrazionale comicità della storia che si muove intorno ad un cappello di paglia mangiato da un cavallo.
Per un'opera così dinamica ho trovato davvero interessante le scelte progettuali dello scenografo Riccardo Sgaramella, il quale ha utilizzato la pedana girevole del teatro per rappresentare nettamente da due punti di vista lo svolgimento dell'opera definendo l'interno e l'esterno come più parti di un intero.
Riccardo Sgaramella - Racconta
"La scena era alta 8 metri e ruotava su un girevole di 18 metri di diametro, sviluppata su due piani, comunicanti tra loro per diversi passaggi, alcuni visibili, altri di servizio, che ho studiato dettagliatamente in fase di progettazione e che favorissero le necessità registiche. La fabbrica è ispirata ad una fabbrica di inizio 900 per la parte esterna, per gli interni è in stile anni 50, con arredi e finiture ricreati accuratamente con l’aiuto delle maestranze dei laboratori del Teatro alla Scala. Ci sono voluti 4 mesi di realizzazione dopo oltre un anno di progettazione."

"La scena prevedeva dei piccoli cambi di attrezzeria e di piccoli elementi di scena, alcuni dalla graticcia e altri sono stati inseriti/tolti durante l’intervallo, per il resto era tutto già da inizio spettacolo presente sulla rotonda, che non smetteva mai di girare!"
Ho trovato davvero geniale questa soluzione scenografica ed è sorprendente la dinamicità del cambio scena di cui porto qui a seguire alcune immagini. Ogni porzione di scena è una nuova scenografia con un nuovo racconto, con nuove altre piccole storie.




Colgo l'occasione per ringraziare pubblicamente Riccardo Sgaramella per la sua disponibilità nel condividere la sua esperienza progettuale a favore di questa rubrica di cui oggi pubblico l'ultimo articolo dell'anno..
Con l'augurio di poterci interfacciare per una nuova pubblicazione, grazie Riccardo e buon lavoro!
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Commenti
È stata una progettazione e realizzazione delle scene che hanno dato movimento continuo in ogni momento dell'opera.
Bravissimi tutti e per restare in tema... CHAPEAU