Progettazione dello spazio scenico (ep.5): La Forza del Destino
Pubblicato il 7 dicembre 2024 alle ore 10:45
In questo appuntamento con la rubrica dedicata allo spazio scenico voglio anticipare (di poche ore) la Prima della Scala in occasione dell'inaugurazione della stagione lirica che avrà luogo proprio questa sera.
L'opera che verrà portata in scena è La Forza del Destino, musicata da Giuseppe Verdi, suddivisa in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave (è possibile scaricarne il pdf al link qui sopra e magari seguire questa sera la diretta).

Alexander Charles Lecoq
In attesa di scoprire (tra poche ore!) quali siano state le scelte concettuali e scenografiche portate sul palcoscenico del Teatro alla Scala di Milano, ho pensato di analizzare lo spazio scenico relativo all'allestimento della stessa opera realizzata al Teatro Comunale di Firenze nel 2007. La regia fu allora curata da Nicolas Joel e le scene progettate da Ezio Frigerio.
La trama
La storia si sviluppa tra Spagna e Italia nel XVIII secolo, con intervalli di anni tra un atto e l'altro. In un clima di guerra, Don Alvaro e Leonora (figlia del marchese di Calatrava) sono ostacolati nel loro amore. Il destino li porterà a fuggire, a dividersi per poi morire senza mai potersi vivere.
ATTO PRIMO
La scelta stilistica dello spazio scenico propone un ambiente esplicitamente "interno": i dialoghi tra Donna Leonora con il padre e con Don Alvaro avvengono nel palazzo nobiliare. Gli interni vengono quindi così rappresentati con chiari riferimenti ai portali delle grandi sale di rappresentanza, a candelabri disposti in fila lungo la parete, e arazzi a motivi decorativi tipicamente settecenteschi.


ATTO SECONDO
Nel secondo atto, la storia è ambientata ancora in Spagna, qualche anno dopo, quando il fratello di Donna Leonora è inviato alla ricerca dei due amanti fuggiti in seguito all'accidentale morte del padre (causata per fatalità da un colpo della pistola di di Don Alvaro). Don Carlo (fratello di Donna Leonora) si confonde tra la folla di un'osteria. La scena si riempie di gente, di tavoli, di sedie e panche in legno, proprio per creare la tipica atmosfera di incontro informale e anche un po' "allegro". In un clima religioso prima e nuovamente brioso poi, Donna Leonora nascosta nella folla vestita da uomo scopre che il suo amato (creduto morto durante la fuga) è ancora vivo e le speranze di potersi incontrare si fanno strada in un comune "Partiamo!", decidendo così di rifugiarsi in convento.



Giunta al monastero, la giovane si affida alla Vergine pregando il suo desiderio di espiazione.
La scena si è svuotata, restano le mura del convento e la proiezione di un Cristo benedicente che dà sfondo alla sua preghiera. Molto sentita la sua supplica quando cade in ginocchio:
"Madre, pietosa Vergine,
perdona al mio peccato,
m'aita quell'ingrato da core
a cancellar.
In queste solitudini
espierò l'errore.
Pietà di me Signore...
Deh! non m'abbandonar,
pietà di me, Signor!"
ATTO TERZO
La storia si sposta in Italia, dove diversi anni più avanti, è in corso una guerra in cui sono coinvolti come militari i due protagonisti, don Alvaro (che spera di morire in battaglia non potendo più sopportare l'angoscia delle sue sventure) e don Carlo (che resta ferito gravemente durante un combattimento). Don Alvaro sente il suo lamento e, non riconoscendolo, gli salva la vita. I due diventano amici ma in seguito, si sfideranno a duello, quando Don Carlo, insospettito da una valigia a lui affidata in caso di morte, scopre che al suo interno vi era la foto della sorella, Donna Leonora. Don Alvaro fugge e si rifugia in convento.
L'ambientazione è cupa, in un clima di guerra affiorano sullo sfondo le rovine di edifici.


ATTO QUARTO
Don Carlo scopre Don Alvaro nel suo rifugio presso il Monastero e lo sfida nuovamente a duello. Egli in un primo momento rifiuta ma poi accetta di abbandonarsi al destino. Donna Leonora, rifugiata in una grotta lì vicino, piange lacrime amare per il proprio triste destino. Attratta dai lamenti della ferita a morte di Don Carlo, raggiunge i duellanti ricongiungendosi finalmente con il suo amato. Richiamata dalle sofferenze del fratello, si avvicina anche a lui e Don Carlo riconoscendola, pur morente, preso dalla rabbia la pugnala lasciandola agonizzante. Leonora spira tra le braccia di Don Alvaro, augurandosi di ritrovarlo in cielo.
Don Alvaro rimane solo, inerme, e maledice ancora una volta il suo destino.



La scena è completamente vuota. Un cielo grigio e uno sgabello descrivono la desolazione e l'amarezza di un destino che sta per condurre alla morte. Donna Leonora è chiusa in una gabbia di ferro, al centro della scena, simbolo della reclusione, della prigionia in cui l'ha costretta la sua vita, il suo destino. Don Alvaro la vede morire, destinato anche lui a non poterla mai più abbracciare.
Anticipazioni sulla Prima di questa sera svelano che la rappresentazione racconterà la storia attraverso i secoli, fino ad arrivare ai giorni di oggi. La guerra è un tema (purtroppo) attuale, sempre violento e drammatico. La vita di tanta gente sembra essere diventata "lo sfondo" della supremazia di pochi.
Anche in questa "messa in scena", questa sera, assisteremo alla drammatica rassegnazione dei protagonisti che andranno in contro al loro destino, ma dobbiamo augurarci sempre e ancora, che ci sia speranza di pace, prima o poi, per tutti.
Aggiungi commento
Commenti