Progettazione della natura (ep.5): il Medioevo (prima parte)
Pubblicato il 9 novembre 2024 alle ore 8:46

Dopo la morte dell'ultimo imperatore romano, il potere del grande impero era ormai cessato. In crisi da diverso tempo (dal III sec circa), il mondo occidentale antico aveva concluso il suo percorso nella storia. Le attività agricole a base familiare erano state cedute ai grandi proprietari proprio a causa delle strette fiscali. L'estendersi del latifondo si affiancò ad un drastico crollo demografico e l'impero ormai indebolito non riuscì ad ostacolare le invasioni barbariche.
La crisi causò un lento regredire, e ben presto vennero dimenticate anche le tecniche colturali, favorendo il declino dei paesaggi che si ridussero a paludi, terreni incolti e boscaglia. Con l'avanzare delle selve, la caccia divenne risorsa economica per la produzione alimentare.
Le vaste tenute fondiarie di epoca romana furono, per così dire, spartite tra governanti barbari, ecclesiastici e clan familiari emergenti, le quali diventarono piccoli borghi rurali fortificati; le signorie locali.
Il monachesimo
Il monachesimo occidentale ebbe inizio con la creazione del cenobio di Monte Cassino a opera di San Benedetto (480-540), il quale inserì, nella regola dell'ordine da lui fondato, l'enfasi sul valore del lavoro manuale visto come forma di preghiera.
L'evoluzione del modello benedettino portò alla realizzazione di un insieme di spazi multifunzionali ben organizzati che definivano le attività del monastero.
Qui a seguire possiamo analizzare la disposizione in pianta degli ambienti di una delle prime grandi realtà monastiche: il monastero di San Gallo in Svizzera. La pianta propone la precisa organizzazione di spazi funzionali e annessi spazi verdi per una comunità di circa 150 membri.
La chiesa occupa la posizione centrale (in giallo), la biblioteca (rosso), il cimitero (viola) l'orto e il pollaio (verde), circondata dagli ambienti dei servizio, dalla residenza dell'abate, la scuola, l'infermeria... e il chiostro (blu).

Pianta di San Gallo, Svizzera, 820 circa
Il chiostro
Il termine chiostro deriva dal latino claustrum, cioè chiuso, derivante dalla tipologia del giardino interno delle case romane dove il peristilio circondava uno spazio verde interno, protetto dagli sguardi esterni.
Il chiostro costituiva uno spazio privilegiato dedicato alla vita spirituale e meditativa dei monaci. Sulla scia degli usi greci e romani, anche la tradizione cristiana utilizzò lo spazio verde come luogo di incontro, di insegnamento e meditazione.

A partire dal VIII-IX secolo tutte le maggiori costruzioni ecclesiastiche ebbero dei chiostri, i quali portavano in sé una valenza simbolica celando un messaggio metaforico: l'hortus conclusus proponeva infatti l'immagine del Cantico dei Cantici, dove lo sposo eleva alla sua sposa un'ode amorosa che include appassionati apprezzamenti: "Giardino chiuso tu sei, sorella mia, sposa, giardino chiuso, fontana sigillata. I tuoi germogli sono un giardino di melegrane, con i frutti più squisiti, alberi di cipro con nardo, nardo e zafferano, cannella e cinnamomo, con ogni specie d'alberi di incenso; mirra e aloe, con tutti i migliori aromi. Fontana che irrora i giardini, pozzo d'acque vive, e ruscelli sgorganti dal Libano".
Immenso come il mare - Daniela Donatone
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