Progettazione della natura (ep.3): il giardino interno

Pubblicato il 7 settembre 2024 alle ore 08:56

Il giardino interno

Dalla tradizione romana dell'hortus, ovvero dell'appezzamento di terreno coltivato per il fabbisogno della famiglia, che affiancava l'abitazione, si passò alla realizzazione di uno spazio privato, prettamente domestico, che fosse dedicato all'intrattenimento e al riposo. A partire dal II sec. a.C. infatti, con l'aumento del costruito e della densità abitativa nelle città, l'abitazione romana aveva "allargato" lo sguardo su uno spazio centrale privato, che conteneva come un tesoro al suo interno, la natura, il verde: il viridarium.

Casa dei Vettii, Pompei - Vista giardino

Va sottolineato che la casa romana era un luogo di attività domestiche e pubbliche e il giardino costituiva un luogo polifunzionale, adatto quindi alla meditazione e al relax familiare e anche agli incontri conviviali attraverso i quali il proprietario cercava di dare un'immagine del proprio benessere a chi si recava a fargli visita.

Casa di Trebio Valente, Pompei - Distribuzione Interna

Un sito in cui è ancora possibile percerpire  il rapporto che esisteva fra la casa romana e il giardino domestico è Pompei

Superato il vestibolo si attraversava di norma un primo cortile minore, detto atrium, interamente (o parzialmente) scoperto, attorno al quale erano raccolte varie stanze; questo ambiente era pavimentato e fungeva da impluvium, spazio che aveva la funzione di raccogliere l'acqua piovana  (che scendeva dai tetti) in una vasca centrale e convogliarla in apposita cisterna sotterranea. Dopo la costruzione degli acquedotti, verso la fine del I sec. a.C., l'esigenza di raccogliere le acque meteoriche divenne sempre meno essenziale e l'impluvio divenne un'aiuola verde. Il tablinium (ambiente di rappresentanza) aveva la funzione di raduno, di primo incontro. In questa prima "stretta di mano", l'ospite aveva la possibilità di inquadrare la bellezza del giardino interno e ammirare l'eleganza e la ricchezza del padrone di casa che in questo modo mostrava e dimostrava il suo successo. 

La casa del Fauno

La più grande residenza della città di Pompei aveva due giardini in successione circondati da peristilio. Esso era caratteristica delle domus più nobiliari proprio perché gli incontri di rappresentanza potevano svolgersi percorrendo questo perimetro coperto che circondava il giardino e che lasciava ammirare da tutti i lati la bellezza della casa e del giardino.

Casa del Fauno, Pompei - Distribuzione Interna

Pompei è il luogo in cui il tempo si è fermato a causa del tragico evento dell'eruzione del Vesuvio. Per circa 1700 anni la storia di questa città e dei suoi cittadini è rimasta sigillata e congelata (per così dire), ricoperta sotto una coltre di ceneri e lapilli alta circa sei metri. Gli scavi continuano ancora oggi a portare alla luce nuove scoperte e chissà cosa ci riserva il futuro...

La corte interna

Immagina di poter inquadrare dall'interno dell'abitazione uno spazio esterno privato, discreto, luminoso e ricco di verde; nel silenzio di questo scorcio possiamo fantasticare percependo la raffinatezza di una scelta distributiva così geniale.

Lo spazio esterno, il verde, non è un perimetro marginale, di cornice. Esso è proprio il centro, il cuore. Lo spazio esterno è lo spazio più interno della casa. 

Masseria Borgo San Marco, Fasano - Giardino interno casa moderna  architetto Luca Pian e Sunflower - Treviso

Qui a confronto due diverse "dimensioni" della corte interna: la masseria e un piccolo giardino moderno.

La masseria è una tipologia architettonica di dimora rurale tipica pugliese che racconta delle attività agricole e di allevamento che si sono sviluppate dal Medioevo in poi. Si tratta di un confronto che permette di portare all'estremo il concetto di "giardino interno" ma che lascia intravedere, suppur con aria differente, il respiro della casa: la riservatezza, la luce e la natura.

"Respira un po' di anima in me

Respirami il tuo dono d'amore

Respira la vita...

Respira per farmi respirare"



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